• Un meccanismo biologico fra il Covi-19 e l'inquinamento

    Fra i molti studi avviati a livello globale, ce ne è uno in Italia portato avanti al San Raffaele che prefigura per primo un meccanismo di tipo biologico alla base di un eventuale correlazione fra la qualità dell'aria e la diffusione di questo virus pandemico.
  • Combustibili fossili: il gas naturale

    Il gas naturale è spesso considerato il combustibile fossile più pulito perché produce meno emissioni di anidride carbonica e inquinanti rispetto al carbone e al petrolio quando viene bruciato. Tuttavia, la produzione, il trasporto e l'utilizzo del gas naturale portano comunque a fughe di metano, un potente gas serra.
  • Biodegradazione ultima

    Quando in un materiale biodegradato rimane solo carbonio inorganico, si parla di biodegradazione ultima, che determina la natura di questi prodotti finali, nati da tale processo, in sostanze stabili, chiamate cosi perchè non possono subire ulteriori processi di degradazione.
  • Il ginkgo di Gu Guanying Temple e l'olivo di Vouves

    Il ginkgo di Gu Guanying Temple in Cina, piantato nell'XI secolo, è uno dei ginkgo più antichi esistenti, con circa 900 anni di età, poi c'è l'olivo di Vouves di Creta, in Grecia, che è l'olivo più antico del mondo, con un'età stimata tra 3.000 e 5.000 anni.

Gli allevamenti possono causare nuove pandemie? (Allevamento)

Gli allevamenti possono causare nuove pandemie?

Frequently Asked Questions - Allevamento

Categoria: Allevamento | Mercoledi 5 Gennaio 2022 - 16:29:20

Da un nuovo ed inquietante rapporto l'allevamento intensivo potrebbe scatenare la prossima pandemia o contribuire all'espansione di quelle già esistenti.

Esistono collegamenti fra gli allevamenti intensivi e le pandemie?


Da quando gli antichi popoli finirono di vivere da nomadi e divenire popolazioni stanziali, l'allevamento fu, insieme all'agricoltura, una delle principali forme di sostentamento per gli esseri umani.

Nei millenni che si susseguirono l'allevamento subì una sempre maggiore "industrializzazione" che ha portato ad avere oggi uno aumento vertiginoso del numero di animali presenti sul pianeta.

Allevamenti intensivi e pandemia


Come già successo per epidemie come quella causata dall'Escherichia coli, cosi come quella prodotta dalla Salmonella, dal Campylobacter e infine l’influenza Aviaria e quella suina (A/H1N1).

Queste forme epidemiche sono favorite dall'eccessivo sfruttamento degli allevamenti intensivi e dai luoghi dove gli animali vengono tenuti a stretto contatto, come capannoni, recinti e cortili.

Gli allevamenti intensivi hanno impatti pesanti negativi sull'ambiente e costringendo grandi quantità di bestiame a vivere in spazi molto ristretti, spesso al limite della sopravvivenza.

Queste pratiche negative favoriscono la diffusione di zoonosi che possono essere potenzialmente pericolose.

Allevamento e spillover virali


Spesso troviamo anche allevamenti che sono collocati in aree non protette e questo fenomeno sottopone le specie allevate a contatto con altre specie selvatiche, favorendo gli "spillover" dei virus.

Lo spillover di un virus è chiamato anche "salto di specie" e si verifica quando una popolazione "serbatoio" ad alta prevalenza di patogeni entra in contatto con una nuova popolazione "ospite" di una specie differente.

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