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Perchè di notte l'acqua del mare è più calda? (Varie)

Perchè di notte l'acqua del mare è più calda?

Frequently Asked Questions - Varie

Categoria: Varie | Domenica 14 Maggio 2023 - 16:05:44

L'acqua del mare di notte è più calda rispetto al giorno per il fenomeno noto come "stratificazione delle temperature".

L'acqua del mare di notte è più calda


Di giorno, il sole riscalda la superficie del mare, ma il calore non si trasmette in profondità perché l'acqua è un isolante termico.
Di notte, in assenza del riscaldamento solare, la superficie del mare inizia a raffreddarsi per irraggiamento della sua energia verso l'atmosfera e conduzione verso l'acqua sottostante.

Poiché l'acqua fredda è più densa di quella calda, quella in superficie gradualmente si "affonda" e viene sostituita dall'acqua più calda sottostante.
Questo fenomeno è noto come "rovesciamento delle temperature" ed è più marcato nelle acque profonde.

Di conseguenza, durante la notte le temperature superficiali del mare diminuiscono, mentre quelle dello strato appena sottostante (1-2 metri) restano pressoché costanti o aumentano leggermente.
Quindi, tuffandosi di notte, subito sotto la superficie si avverte questa "onda" di acqua più calda, che proviene dagli strati più profondi.

In sintesi, la stratificazione termica e il successivo rovesciamento delle temperature sono i fenomeni responsabili del fatto che di notte l'acqua del mare risulti più calda che di giorno, soprattutto se ci si immerge leggermente sotto la superficie.
L'ampiezza di questo fenomeno dipende dalla profondità del mare e dalla differenza di temperatura tra il giorno e la notte.

Quali sono le conseguenze di questo fenomeno sulla vita marina?


La stratificazione termica del mare e il rovesciamento notturno delle temperature hanno importanti conseguenze sulla vita marina:

  • Disponibilità di nutrienti
    Il rovesciamento porta in superficie acqua ricca di nutrienti dalle profondità, rendendoli disponibili per la vita marina superficiale.
    Questo stimola la produzione primaria di fitoplancton e la catena alimentare.

  • Migrazioni verticali
    Molte specie marine compiono migrazioni giornaliere verticali seguendo le variazioni di temperatura.
    Durante il giorno salgono in superficie, mentre di notte scendono verso le profondità marine, queste migrazioni influenzano a loro volta la distribuzione dei predatori.

  • Condizioni di luce
    La profondità alla quale si trovano le specie pelagiche di giorno o di notte influenza la quantità di luce disponibile, con effetti sul loro metabolismo e fotosintesi.

  • Disossigenazione
    In acque poco profonde, il fenomeno può portare alla formazione di zone prive di ossigeno (zone ipossiche), con conseguenze negative per molte specie.
    L'acqua non ossigenata e più calda risale in superficie di notte, creando condizioni asfissianti.

  • Impatto sulla pesca
    La migrazione verticale giornaliera di molte specie ittiche influenza l'attività di pesca, di notte alcune specie sono più catturabili in superficie, mentre di giorno si spostano in profondità, diventando inaccessibili.

La stratificazione termica e il rovesciamento notturno delle temperature hanno un ruolo importante nel controllo dei ritmi biologici degli ecosistemi costieri e pelagici, nonostante possano anche portare in alcuni casi alla formazione di condizioni ambientali estreme e alla disossigenazione delle acque.

Quali specie marine sono più colpite dalla disossigenazione?


Le specie marine più colpite dalla disossigenazione delle acque sono in genere i pesci ossei (teleostei), i crostacei, molluschi bivalvi, i coralli e le spugne, larve e le uova di molte specie, cosi come le microalghe e varie tipologie di batteri.

  • Pesci ossei
    I pesci ossei come i merluzzi, i naselli, gli scorfani, etc. hanno elevate richieste di ossigeno e scarsa tolleranza alle basse concentrazioni, quindi rischiano di morire in massa durante questi eventi di ipossia.

  • Crostacei
    I crostacei come gamberi, granchi e aragoste sono organismi molto sensibili alla mancanza di ossigeno, in particolare durante la muta quando le branchie sono vulnerabili.

  • Molluschi bivalvi
    I molluschi bivalvi come cozze, vongole e ostriche sono organismi filtratori e quindi di conseguenza sono particolarmente sensibili in quanto non possono spostarsi rapidamente in acque più ossigenate, le loro larve sono tra le prime vittime della disossigenazione.

  • Coralli e spugne
    I coralli e spugne fanno parte della fauna sessile delle barriere coralline e dei fondali rocciosi, fortemente vulnerabile.
    Questa loro caratteristica unica non gli consente di spostarsi e quindi di fuggire dalle zone prive di ossigeno.
    In particolare i coralli sono organismi particolarmente sensibili e delicati, molto legati alle caratteristiche termiche e biologiche dell'ambiente locale nel quale nascono e vivono.

  • Larve e uova di molte specie
    Le larve e le uova di molte specie marine definiscono i primi stadi di vita di pesci, molluschi, crostacei, etc. quindi sono gli esseri viventi marini più sensibili alla mancanza di ossigeno, in quanto hanno un metabolismo e richieste di ossigeno elevate rispetto al volume, e limitate capacità di spostamento.

  • Microalghe e batteri
    Le microalge sono particolari organismi marini che si contraddistinguono per essere particolarmente fotosintetici e microscopici, vivono nei mari, nei fiumi e nei laghi.

    Quando il contenuto di ossigeno si abbassa troppo, anche i microrganismi vengono colpiti, con effetti a catena lungo la rete trofica.
    Alcune specie di cianobatteri possono tuttavia prosperare in condizioni anossiche e fioriture di queste specie sono dannose.

Tutta la fauna bentonica, pelagica e sessile, in particolare larve, uova, pesci, crostacei e bivalvi, risente pesantemente degli effetti di ipossia e anossia, mentre alcuni microrganismi opportunisti possono trarne beneficio.
Gli effetti a livello di ecosistema sono estremamente dannosi con ripercussioni su moltissime specie marine anche di differente origine e morfologia.

Come si può prevenire la disossigenazione delle acque?


Esistono diversi modi per prevenire la disossigenazione delle acque, ovviamente la prima è ridurre l'inquinamento delle acque.
Per raggiungere tale obiettivo è necessario ridurre l'uso di prodotti chimici e pesticidi, limitando le attività agricole nei fiumi e nei laghi, e mantenendo le acque libere da sostanze inquinanti.

Oltre a questo è importante aumentare la circolazione delle acque e aumentandone l'ossigenazione con l'aiuto di barriere, dighe, pozze di sedimentazione, cascate artificiali e altre strutture.

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