Politiche globali sui cambiamenti climatici

Cambiamenti climatici - Politiche

Il ruolo della politica nel constrasto al cambiamento climatico

Politiche sui cambiamenti climatici Foto di Vincent M.A. Janssen da Pexels

Politiche globali

In generale, le politiche contro i cambiamenti climatici, che i paesi intendono mettere in campo, mirano per lo più alla stabilizzazione delle concentrazioni dei gas serra presenti in atmosfera.
Dal "Protocollo di Kyoto è stato fatto un primo passo verso la riduzione delle emissioni dei gas inquinanti, fissando degli obbiettivi per i paesi più industrializzati del mondo fra i quali anche molti paesi appartenenti all'Unione Europea.

Tutti i paesi, che hanno aderito a questo protocollo, si sono impegnati nella riduzione dei gas inquinanti del 30% durante i prossimi anni, avendo ottenuto anche la possibilità di utilizzare questi fondi per la produzione di tecnologie sostenibili, e all'investimento di tali risorse, nei paesi in via di sviluppo.

Obiettivi da raggiungere

Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico è il principale organismo scientifico a livello internazionale che si occupa dei cambiamenti climatici studiando gli eventi climatici correnti, i rischi futuri e le possibili soluzioni adottabili.

Instituito nel 1988 da due distinti organismi delle Nazioni Unite, l'Organizzazione Meteorologica Mondiale e il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente, ad oggi è l'unica istituzione capace di mettere d'accordo i paesi più industrializzati del mondo, cercando di considerare le economie, le politiche e le origini religiose che tutti questi paesi hanno diverse fra loro.
L'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) spera in un dimezzamento delle emissioni globali di gas serra entro la metà del XXI secolo.

Un obiettivo ambizioso visto che paesi come l'India, la Cina e il Brasile dovranno cercare di ridurre le proprie emissioni da un minimo del 50% fino ad arrivare possibilmente anche a punte dell'80%.
Riuscire a contenere lo sforamento della temperatura globale a 1,5°, sarebbe per gli scienziati di tutto il mondo una soglia che permetterebbe di evitare eventi catastrofici per l'uomo e l'intero ecosistema.

Sfide economiche

Da anni ormai i cambiamenti climatici sono una zavorra economica, soprattutto per quei paesi industrializzati che assistono da anni alle sempre più violente manifestazioni climatiche.
I danni causati da questi eventi estremi, prevedono un esborso di decine di miliardi di dollari per le ricostruzioni e lo sviluppo di tecnologie in grado di far fronte ai disatri ambientali.

Le potenziali perdite finanziarie, da qui alla fine del secolo in corso, sono sotto gli occhi di tutte le maggiori Corporate pubbliche e private, per questo motivo molte di esse cercheranno di investire miliardi nello sviluppo di tecnologie che consentano la mitigazione dei cambiamenti climatici e la conseguente trasformazione delle maggiori filiere produttive, sia in termini produttivi che occupazionali.

L'adattamento delle aziende ai cambiamenti climatici, passerà anche per l'investimento in nuovi prodotti commerciali e nuovi servizi a basso impatto ambientale, che contribuiranno ad attribuire differenti riconoscimenti a quelle aziende in linea con le direttive internazionali che richiedono conformità produttive sostenibili.

Le minacce del clima

Il problema del cambiamento climatico è sempre più sentito fra le popolazioni, la minaccia del clima ha il sopravvento sulla maggior parte dei problemi sentiti dalla società, come gli attacchi terroristici, le minaccie nucleari di alcuni paesi e gli attacchi informatici globali.

La ragione di queste preoccupazioni ricade su varie cause, come le future differenze sociali ed economiche, generate dalle catastrofi ambientali.
Le guerre che potrebbero nascere in seguito a rivolte per la mancanza di cibo e acqua nei paesi più poveri, causando un ulteriore povertà.

I cambiamenti climatici rappresentano la più grande minaccia a livello globale anche per quanto riguarda la salvaguardia della salute nelle comunità, la minaccia di epidemie e pandemie generate dalla sempre più pressante presenza dell'uomo negli ecosistemi.
Infatti nel nostro mondo, conviviamo costantemente con virus e batteri di ogni specie e grado, questi possono essere nostri alleati (come i batteri della flora intestinale) o nemici (come la multitudine di batteri patogeni esistenti in natura).