L'inquinamento della plastica per l'uomo e l'ambiente

La plastica che mangiamo, beviamo e respiriamo

L'aria che respiriamo, l'acqua e il cibo che assumiamo sono già compromessi

Inquinamento - La plastica che mangiamo, beviamo e respiriamo Foto di Catherine Sheila da Pexels
Categoria: Inquinamento | Venerdi 30 Aprile 2021 - 10:28:15

L'aria che ogni giorno respiriamo, il cibo e l'acqua che beviamo sono ormai inquinati dalla plastica che negli anni ha invaso il nostro mondo.

Lo studio condotto dal WWF sulla plastica


Esiste uno studio molto importante, in termini di inquinamento ambientale, che è stato commissionato dal WWF e condotto dall'Università di Newcastle che si trova in Australia.

I risultati sono assai allarmanti, lo studio ha rilevato come le persone consumano una media di circa 2.000 piccole parti di plastica ogni settimana attraverso l'acqua e il cibo.

Anche se ancora in fase di completamento, questo ed altri studi, hanno evidenziato come l'assunzione di microplastiche sia ormai all'ordine del giorno, attraverso le bevande e le svariate forme di cibo preconfezionato di produzione industriale che ingeriamo.

Si stima che ogni settimana la media di plastica ingerita sia pari a 5 grammi (il peso di una carta di credito), questi sono valori di stima media che portano a considerare, nella migliore delle ipotesi, un minimo di plastica ingerita di almeno 3 grammi/settimana.

Quali sono alimenti che contengono microplastiche?


I vari studi condotti negli ultimi anni hanno potuto confermare l'esistenza di alcune tipologie di alimenti e bevande di tipo comune che contengono micro plastiche.

Fra queste come spiccano l'acqua potabile, varie specie di frutti di mare, il sale marino e anche la birra, le quali permettono l'ingestione di micro particelle che vanno dai 0 gli 1 millimetri di grandezza, praticamente invisibili e impercepibili.

Gli studi rivelano come una persona di media statura riuscirebbe ad ingerire una media di circa 1800 particelle di plastica solo attraverso l'assunzione di acqua, considerando sia l'acqua di rubinetto che quella confezionata in bottiglia.

I valori di plastica assunta sono molto più contenuti per quanto riguarda le altre tipologie di alimenti, come la birra e il sale che ne possono trasmettere rispettivamente poco più di un decina di particelle per settimana.

Alcuni frutti di mare possono far ingerire circa 200 particelle di microplastica a settimana (le stime sono sempre riferite ad un consumo medio dell'alimento).
In sostanza ciò che porta ad ingerire più plastica quotidianamente è l'acqua potabile, i risultati dello studio danno comunque differenti valori in base ai paesi, come negli Stati Uniti e e in India dove si registrano hanno quantità di micro plastiche maggiori nelle acque.

Un mondo invaso dalla microplastica


L'invasione del pianeta dalle microplastiche è pressochè totale, la micro plastica è ormai presente ovunque.
Nelle acque di superficie e nelle falde acquifere, nei terreni, sia in superficie che in profondità, all'interno della fauna marina, dove ogni specie vive la sua intera esistenza in acque ormai inquinate al punto da ingerire grandi quantità di plastica che ci ritroveremo poi nelle nostre tavole.

Per quanto riguarda l'aria che respiriamo, si riscontrano concentrazioni di plastica minime, dovute al fatto che quest'ultime entrano ed escono dal nostro corpo con la continua respirazione ed espirazione dell'aria.
Si hanno però risultati più inquietanti andando ad analizzare l'aria degli ambienti chiusi (es. domestica), dove le concentrazione di microplastiche sono maggiori causa l'utilizzo di tessuti sintetici e della presenza di polvere.

Inoltre è stato appurato che le microplastiche sospese nell'aria possono spostarsi anche di svariati chilometri grazie alle correnti d'aria.
Questo ovviamente vale anche per le microplastiche presenti nei mari, che con le correnti marine sono in grado di spostarsi di parecchi chilometri dal punto dove sono state prodotte/lasciate, raggiungendo (purtroppo) zone ancora incontaminate dalla plastica.

Quali conseguenze causano le micropastiche per la salute?


In molti studi, svolti su fondali e fauna marina, hanno confermato la sempre più massiccia presenza delle microplastiche che, venendo ingerite dai pesci causano spesso una morte precoce, mentre per quanto riguarda gli esseri umani, l'inalazione di aria contenete fibre di plastica, può causare nel tempo l'infiammazione delle vie respiratorie che tuttavia rimane di tipo leggero e non preoccupante.

Ci sono però alcuni tipi di plastica che contengono delle sostanze chimiche pericolose e additivi che possono avere dei potenziali effetti negativi sulla salute dell'uomo.
Sono stati identificati dei residui provenienti dai processi di produzione della plastica stessa, è stata rilevata anche la presenza di coloranti e pericolosi pigmenti nelle particelle di plastica.

Alcuni di questi pigmenti hanno dimostrato, dopo molti studi, di riuscire ad influenzare addirittura la sfera sessuale, destabilizzando importanti valori riferiti alla fertilità e a dare un contributo ad anormali mutazioni cellulari con conseguente aumento delle probabilità di sviluppare tumori.